Auto elettriche: è tempo di cambiare marcia

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Un boom che stenta ad arrivare per ragioni di mentalità e per scelte politiche ed economiche di lobby e imprese. Ma qualcosa sta cambiando…

Il mercato delle auto elettriche in Italia cresce ma non decolla, questo è un triste dato di fatto. Tanti sono utopisticamente i pro ad acquistare un veicolo che non inquina, contribuendo in maniera piccola ma significativa al miglioramento della qualità dell’aria delle nostre città, pensando alla salute delle fasce d’età più a rischio, ovvero i bambini e gli anziani, ma ci sono alcuni contro o altrettanti limiti mentali e materiali che ne impediscono una decisivo sviluppo. Se quello che va lo sappiamo (bassi costi di ricarica, zero euro di bollo, poca manutenzione), cerchiamo appunto di capire cosa non va e cosa induce tante persone che magari per sensibilità ambientale sarebbero disposte ad acquistarne una ad optare per auto a benzina o Gpl e metano. Soprattutto le auto a gas ci vedono curiosamente primi in Europa. Una sorta di scelta del ‘male minore’ che si può e si deve cambiare.


C’è chi dice è una questione di tempo per consentire al mondo dell’auto di adeguarsi alle nuove esigenze green, ma le vittime dell’inquinamento non possono più aspettare che si grattino gli ultimi fondi del barile di petrolio. Alcune città hanno già dettato una scadenza temporale per far sì che nei centri storici sia consentito l’accesso solamente alle auto elettriche in modo da far adeguare il cittadino e consentirgli di informarsi e prendere delle decisioni..

Saranno i cinesi a guidare il grande cambiamento? L’ex impero celeste, le cui città sono nel vero senso della parola soffocate dall’inquinamento, è quello che negli ultimi anni ha investito maggiori risorse nella realizzazione di veicoli elettrici.

Facciamo ora una disamina punto per punto dei maggiori fattori che impediscono a questo settore di prendere piede in modo da tentare di avere le idee chiare su dove e come le amministrazioni pubbliche e i produttori devono migliorare per dare il via ad una grande ‘green mobility’.

No incentivi no auto!

Sicuramente un fattore che frena il mercato è la mancanza di incentivi statali. Per un tipo di auto che prevede prima di tutto un cambio di mentalità un aiutino materiale a superare certi limiti sarebbe senz’altro auspicabile dato che, secondo un indagine, 1 italiano su 3 si è detto disposto a valutare l’acquisto di un veicolo a trazione elettrica. I 30/40 mila euro del costo medio di una vettura elettrica, di cui non si è ancora certi dei pregi e difetti, induce i più ancora a rinunciare o a rimandare a tempi dove vi sono più certezze. In questo settore del mercato dell’auto, tuttavia, il segno è positivo a doppia cifra, ma i numeri assoluti rimangono residuali: nel 2017 le auto elettriche acquistate in italia sono state 4.800 il doppio rispetto alle 2.800 immatricolate nel 2016, molto meglio va per le auto ibride passate la cui vendita è praticamente raddoppiata passando da 39 mila a 66 unità mila circa. La parte del leone in Italia, per le auto eco-friendly la fanno le auto a gas, che sono in cima ai gusti degli italiani. Si parla appunto di una questione di cambio di mentalità anche perché la tecnologia sta correndo a passi da gigante e i tempi di autonomia di questi veicoli con un ‘pieno’ o meglio una ricarica completa si stanno dilatando e attualmente oscillano tra i 150 e i 250 km. Il tempo è il migliore amico delle auto elettriche e gli investimenti che stanno facendo le varie case automobilistiche sono piuttosto chiari e in quella direzione stanno andando.

Luoghi e tempi di ricarica

Se per i costi di ricarica il bilancino tende decisamente al risparmio con una media di 3 euro per 100 km di autonomia è spesso problematico trovare in giro le colonnine elettriche per le ricariche per non parlare dei tempi che variano anche di molto a seconda del tipo di punto di ricarica che troviamo nel nostro tragitto. Attualmente in Italia ve ne sono distribuite in maniera non omogenea lungo il territorio nazionale circa 400. Enel, che in Italia è il maggiore gestore di questi impianti ha dichiarato che nel 2020 saranno 7000 e entro il 2022 circa 14 mila, per non parlare degli alti gestori. Si possono fare anche ricariche fai da te in casa ma consigliabile fare una piccola spesa e dotarsi di prese elettriche industriali visto che quelle che utilizziamo normalmente nelle nostre abitazioni non sono ‘adatte’ a ricaricare un veicolo e potrebbero rappresentare un problema per lo stesso. Le modalità di ricarica sono simili a quella che utilizziamo per i gli smartphone: un cavo compatibile e una card che permetta l’utilizzazione delle colonnine sparse per le città. I tempi di ricarica dipendono dalla potenza ovvero dai Kw e da quanta consente di riceverne il carica batteria. Quindi possiamo dire che facendo una media per una ricarica completa si può andare a seconda della potenza dalle 2 alle 6 ore. La potenza delle utenze casalinghe è di circa 3 kw mentre quella delle colonnine elettriche è attorno agli 11 e alcuni casi 22 kwm, quest’ultime ovviamente consentono una ricarica più rapida. Attualmente una stazione di ricarica di quelle super veloci (Tesla o Enel) consente di fare una ricarica parziale di 30 minuti che consente un’autonomia di 200/250 km. Tutto fa pensare che i tempi di caricamento delle auto elettriche nei prossimi anni si andranno sensibilmente ad abbassare, di pari passo con l’aumento del numero delle colonnine e delle auto vendute. In ogni caso date le caratteristiche delle auto elettriche, tali veicoli sono maggiormente adatti ad un uso cittadino, anche perché uno dei nodi cruciali del futuro è quello di migliorare la qualità dell’aria nelle città, mentre per i tragitti extraurbani è sempre auspicabile propendere per soluzioni ibride.

Cara batteria quanto mi (costi) duri?

Le auto elettriche per quanto riguarda le batterie possono essere paragonate agli smartphone, ce ne sono tante e la durata sia in termine di ricarica che di usura è differente. Cerchiamo di capirci meglio anche perchè la batteria è una parte significativa del costo di un veicolo elettrico attestandosi tra il 20 e 32% prezzo totale e una sua sostituzione sarebbe un aggravio fastidioso per molti, anche se lo sviluppo tecnologico si prevede che porterà entro il 2026 ad un dimezzamento dei prezzi delle batterie. Attualmente a farla da padrone sono le batterie al litio che raggiungono un’autonomia massima di 400/500 km. L’usura media delle batterie e quindi la vita si attesta attorno agli 8 anni per 150 mila km percorsi circa. Aziende come Tesla stanno facendo passi da gigante per dilatare ulteriormente questo traguardo e per il ridurre il degrado delle batterie. Proprio il colosso californiano ha portato l’usura al 5% per i primi 100mila km e inferiore al 10% per i primi 250 mila km per una durata prevista di 20 anni. Tempi dilatati di usura e costi ammortizzati e ridotti, sono queste le vie maestre per lo sviluppo del settore.

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