Abbandonare un cane o altri animali: cosa si rischia?

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Con l’arrivo dell’estate 2018 torna l’emergenza abbandono, un atto vile che rappresenta un pericolo per le persone e per gli stessi animali che nella migliore delle ipotesi subiscono un trauma.

Uno dei fenomeni più tristi e offensivi della dignità umana è senz’altro quello di lasciare un animale allo sbando privo della fiducia e dell’affetto che aveva riposto nel padrone senza chiedere niente. Per la maggior parte dei casi parliamo di cani e gatti che abdicata la loro funzione di regalo natalizio o di compleanno di viziati bambini nostrani diventano, per i codardi padroni nonché genitori, un fardello di cui privarsi al più presto perché no nel tragitto per le vacanze in modo da godersele al meglio, magari subito dopo aver affidato i figli ad una baby sitter e i nonni al pascolo in una casa di riposo.

Ad umana inciviltà non vi è veramente mai fine anche perché, oltre al gesto criminale e crudele che viene portato in essere che traumatizzano l’animale per il resto della vita tradito da quello che credeva essere il suo ‘migliore amico’, questi esseri spaventati e sbandati rappresentano un pericolo per l’incolumità delle persone che vedono passare questi animali lungo le autostrade o nei cigli delle strade. In Italia la materia dell’abbandono di animali è affrontata dall’articolo 727 del cp, riformulato nella legge 189 approvata il 20 luglio 2004 e che prevede l’arresto fino ad 1 anno di reclusione e una pena pecuniaria da un minimo di 1000 a un massimo di 10 mila euro, la stessa pena è prevista e per chi li detiene in situazioni che li privano della loro dignità (organizzando combattimenti di animali) e a chi non si prende cura di loro in maniera adeguata (lasciarli soli in macchina o legati ad una catena al sole), essendo un animale in cattività incapace di una vita autonoma dall’uomo.

I numeri in Italia sono agghiaccianti, nel solo 2017 infatti si stima che siano stati abbandonati circa 50 mila cani e 80 mila gatti e qualche altro migliaio di animali vari, in alcuni casi specie rare e aliene alla fauna italiana e per questo potenzialmente pericolose. Le associazioni volontariato assieme all’Enpa fanno un lavoro incredibile per arginare, accudendo e facendo adottare, il fenomeno del randagismo che nel nostro paese interessa circa 900 mila animali che nel loro disperato vagare rappresentano un pericolo per se stessi e per le persone.

Cosa possiamo fare noi cittadini sensibili per dare una mano?

Allora va precisato che tutte le forze dell’ordine sono chiamate, su segnalazione o denuncia del cittadino o di associazioni, ad intervenire e non solo le Guardie zoologiche o il veterinario dell’Asl. Quindi se vedete un animale abbandonato, maltrattato o lasciato in una situazione non rispettosa della sua dignità non abbiate timore di telefonare a Carabinieri (112), Polizia di stato (113) o alla Polizia Municipale del comune dove vi trovate in quel momento, all’Enpa o qualsiasi associazione di volontariato accreditata. Inoltre, se siete testimoni di un abbandono non esitate a filmare o fotografare con lo smartphone l’auto con relativa targa del padrone criminale in modo da fornire alle forze dell’ordine una descrizione dettagliata del farabutto in questione. Il numero verde dell’Enpa é 800253608 o il 1515 dell’ex Corpo Forestale dello stato numero idoneo per segnalare qualunque emergenza ambientale. Attenzione, se notate che l’animale abbandonato è ferito, in condizioni precarie e/o nervoso non fate glieroi’, per poi prendersi un morso e finire all’ospedale nella migliore delle ipotesi per fare l’antitetanica, chiamate chi di dovere ed aspettate semmai l’intervento delle guardie zoofile o del veterinario dell’Asl e/o comunale.

Per chi volesse adottare un animale randagio o trovatello ecco alcuni link utili:

Il Cercapadrone un canile on-line dove adottare cani e gatti (clicca qui)

ProntoFido un sito per aiutare animali randagi a trovare un padrone (clicca qui)

Enpa: ente nazionale per la protezione animali (clicca qui)

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